“Shabab 2250”

Verso una traduzione pratica della Risoluzione ONU n. 2250 “Gioventù, Pace e Sicurezza”

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Cos’è la Risoluzione n. 2250 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla partecipazione dei giovani nei processi di costruzione e mantenimento della pace e della sicurezza a livello internazionale?

La Risoluzione n. 2250 è stata presentata per la prima volta dal principe ereditario Hussein bin Abdullah II durante il discorso di apertura del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite su “Il ruolo dei giovani nella lotta contro l’estremismo violento e nei processi di peace-building” il 23 Aprile 2015. Nella stessa occasione, è stato inoltre annunciato il primo Forum Globale su “Gioventù, Pace e Sicurezza”, tenutosi a Madaba (Giordania) dal 12 al 22 Agosto 2015, durante il quale sono stati presentati i contenuti della “Dichiarazione di Amman su Gioventù, Pace e Sicurezza”.

La Risoluzione n. 2250, adottata dal Consiglio di Sicurezza il 9 Dicembre 2015, mira a promuovere la partecipazione dei giovani nei processi di costruzione e mantenimento della pace, ed esorta gli Stati membri a prendere in considerazione l’istituzione di meccanismi che consentano ai giovani di partecipare in modo significativo ai processi decisionali per la costruzione della pace e la risoluzione delle controversie.

L’importanza della Risoluzione n. 2250

“Fa parte di una soluzione a lungo termine basata sul cambiamento positivo del comportamento che viene adottato ogni giorno per promuovere società multiculturali”. (I Dare for Sustainable Development) 

La suddetta Risoluzione focalizza la sua attenzione sul ruolo effettivo dei giovani nei processi di costruzione della pace e della sicurezza, sottolineando l’importanza del ruolo che i giovani possono svolgere nella prevenzione dell’estremismo violento, partecipando ai processi di peace-building e peace-keeping, al fine di garantire un futuro più sicuro, giusto e sostenibile per le generazioni future tenendo conto di un ruolo olistico e responsabile verso lo sviluppo sostenibile.

Qual è il problema?

Secondo il rapporto “Regional Framework of Joint Strategic Actions for Young People 2016 – 2017 in the Arab States/Middle East and North Africa Region”, circa il 29% della popolazione degli Stati dell’area MENA rientra nella fascia di età che va dai 10 ai 24 anni. Tra le principali sfide persistenti in questa regione vi sono l’instabilità politica, i conflitti a lungo termine e la guerra: almeno dieci paesi sono coinvolti in situazioni di conflitto o sono vicini a paesi in conflitto. Questa instabilità ha avuto un effetto devastante sia sulla frequenza scolastica -più di 13 milioni di bambini non frequentano la scuola- sia sull’occupazione giovanile che è la più alta del mondo, pari al 28,2% in Medio Oriente e al 30,5% in Nord Africa nel 2014 con notevoli variazioni tra paesi. Pertanto, la Risoluzione n. 2250 può essere considerata una road map per la costruzione e la promozione di società pacifiche e inclusive, mediante il potenziale giovanile (Obiettivo di Sviluppo Sostenibile n.16).

Con il progetto “Shabab 2250”, I Dare for Sustainable Development e i suoi partner contribuiscono al raggiungimento dell’obiettivo di sviluppo sostenibile n. 16, promuovendo società pacifiche e inclusive, garantendo a tutti un equo accesso alla giustizia e costruendo istituzioni efficaci, responsabili e inclusive in ogni ambito.

I cinque punti principali della Risoluzione n. 2250

1.Partecipazione

  • Promuovere la partecipazione dei giovani nei processi di decision-making in ogni ambito;
  • Considerare la partecipazione dei giovani e le loro opinioni nei negoziati e negli accordi di pace;
  • Sostenere le iniziative pacifiche avanzate dai giovani;

2.Protezione

  • Proteggere le vite dei giovani civili e garantire loro il rispetto dei diritti umani in situazioni di conflitto armato;
  • Garantire protezione contro la violenza sessuale e la violenza di genere;
  • Indagare e perseguire i crimini commessi contro i giovani civili;

3.Prevenzione

  • Sviluppare politiche inclusive e appropriate per i giovani in un ambiente favorevole alla partecipazione dei giovani;
  • Sostenere la partecipazione dei giovani nei processi di peace-building;
  • Fornire un’educazione sui processi relativi al mantenimento della pace e per la risoluzione dei conflitti;
  • Promuovere una cultura fondata su pace, tolleranza, multiculturalismo e dialogo interreligioso;

4.Cooperazione

  • Aumentare il sostegno politico, finanziario, tecnico e logistico per garantire una più ampia partecipazione dei giovani agli sforzi di pace della comunità, mediante la collaborazione diretta tra gli Stati membri;

5.Disimpegno e reinserimento:

  • Offrire opportunità di lavoro ai giovani per contrastare la loro marginalizzazione;
  • Investire nello sviluppo delle capacità e delle abilità dei giovani;
  • Sostenere le iniziative di imprenditorialità giovanile.

La Dichiarazione di Amman

La Dichiarazione di Amman su “Gioventù, Pace e Sicurezza”, elaborata in consultazione con oltre 11.000 giovani provenienti da tutto il mondo e sostenuta dal governo del Regno Hashemita di Giordania, dalle Nazioni Unite e dai rappresentanti della società civile, presenta una visione comune e una road map che mira al rafforzamento del quadro politico di sostegno dei giovani per quanto concerne la trasformazione dei conflitti, la prevenzione e la lotta contro la violenza e i processi di costruzione di una pace sostenibile.

La Dichiarazione di Amman è il risultato del Forum Globale, svoltosi tra il 21 e il 22 agosto 2015 a Madaba (Giordania), a cui hanno partecipato 500 funzionari governativi, esperti politici, organizzazioni giovanili e giovani attivi nei processi di peace-building provenienti da oltre 100 paesi, volti a contribuire alla definizione di una nuova agenda internazionale su gioventù, pace e sicurezza.

La dichiarazione evidenzia quattro tematiche principali in cui devono essere garantiti il contributo e l’impegno dei giovani, attraverso la collaborazione delle istituzioni della comunità internazionale:

  • Partecipazione significativa e leadership nei processi decisionali e di policy-making in materia di pace e sicurezza;
  • Riconoscimento e sostegno delle reti giovanili, delle organizzazioni e delle singole iniziative per la prevenzione della violenza e dell’estremismo violento e per la promozione della pace;
  • Promozione e tutela dei diritti delle giovani e prevenzione della violenza di genere;
  • Priorità agli investimenti nello sviluppo socio-economico dei giovani.